Disdetta contratto locazione da parte del locatore seconda scadenza: guida e modello

La disdetta del contratto di locazione da parte del locatore alla seconda scadenza richiede forma scritta e preavviso. Guida ai requisiti legali, contenuti obbligatori, errori comuni e modello editabile.

Dalla redazione di StarterLegal Aggiornato 4 settembre 2026 12 min di lettura
Disdetta contratto locazione da parte del locatore seconda scadenza: guida e modello

La disdetta contratto locazione da parte del locatore seconda scadenza è la dichiarazione con cui il proprietario impedisce il rinnovo automatico dell’affitto al termine del secondo ciclo di durata previsto dalla legge. Nei contratti a canone libero 4+4 questo momento arriva dopo otto anni; nei contratti a canone concordato 3+2 dopo cinque. Diversamente dal recesso, che interrompe il rapporto prima della scadenza, e dalla risoluzione, che reagisce a un grave inadempimento, la disdetta opera soltanto alla scadenza naturale e, nel caso della seconda scadenza per le locazioni abitative ordinarie, non richiede alcuna motivazione. In questa guida trovi procedure, scadenze, modelli e accorgimenti pratici per esercitare il diritto in modo corretto e senza rischi.

Disdetta alla seconda scadenza: cos’è e come funziona

La disdetta è un atto unilaterale recettizio: produce effetti nel momento in cui la comunicazione scritta arriva al conduttore. Il suo scopo è bloccare il tacito rinnovo. Nei rapporti abitativi regolati dalla legge 431/1998, il primo periodo di 4 anni (o 3 nel concordato) si rinnova automaticamente per un periodo identico al primo, a meno che il locatore non eserciti la disdetta già alla prima scadenza e solo per i motivi tassativi indicati dalla legge. Alla seconda scadenza, invece, la legge concede al proprietario la facoltà di disdire senza dover giustificare la scelta, purchÊ comunichi la decisione con almeno sei mesi di anticipo.

In concreto, se un contratto 4+4 è partito il 1° marzo 2018, la prima scadenza cade il 28 febbraio 2022; il rinnovo automatico lo porta fino al 28 febbraio 2026, che è la seconda scadenza. In quella data il locatore può far cessare il rapporto semplicemente dichiarando per iscritto che non intende proseguire.

Quando il locatore può inviare la disdetta: regole per prima e seconda scadenza

Prima scadenza: i motivi tassativi

Alla prima scadenza di un contratto abitativo 4+4 il locatore può disdire solo se ricorre una di queste condizioni previste dalla legge 431/1998:

  • necessitĂ  di adibire l’immobile a propria abitazione o a quella di un familiare stretto;
  • necessitĂ  di ristrutturazioni importanti che richiedono il rilascio;
  • vendita dell’immobile a terzi non locatori;
  • disponibilitĂ  da parte del conduttore di un altro alloggio idoneo nello stesso comune.

Se il contratto è 3+2, valgono regole analoghe, ma con adattamenti legati alla durata e alla tipologia di accordo territoriale.

Seconda scadenza: disdetta libera

Alla seconda scadenza il locatore può disdire senza dover indicare i motivi, sempre che si tratti di una locazione abitativa ordinaria. La regola non si applica automaticamente ai contratti transitori, a quelli per studenti universitari o alle locazioni turistiche, dove spesso la durata è predeterminata e non esiste un secondo periodo di rinnovo.

Nelle locazioni commerciali la dinamica è diversa: alla seconda scadenza il locatore non è obbligato a dare motivazioni, ma il conduttore ha diritto a un’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale (ne parliamo più avanti).

Tabella riepilogativa: disdetta del locatore per contratto abitativo 4+4

Elemento Prima scadenza (dopo 4 anni) Seconda scadenza (dopo 8 anni)
Motivazione Obbligatoria e tassativa (es. uso proprio, ristrutturazione, vendita) Non richiesta; la disdetta può essere libera
Preavviso minimo 6 mesi dalla scadenza 6 mesi dalla scadenza
Effetti del mancato preavviso Rinnovo automatico per altri 4 anni Rinnovo automatico per altri 4 anni
Possibilità di contestazione Il conduttore può impugnare i motivi se ritenuti non veritieri Limitata, salvo vizi formali (invio, ricezione)

Differenza tra disdetta, recesso e risoluzione

Istituto Cosa fa Quando si usa Presupposti principali
Disdetta Impedisce il rinnovo automatico Alla scadenza contrattuale prevista Preavviso rispettato; motivazione solo se richiesta (prima scadenza abitazioni)
Recesso Scioglie il contratto prima della scadenza In corso di rapporto, se consentito Per il conduttore: gravi e imprevedibili motivi; per il locatore: solo casi previsti da contratto o legge (es. contratti transitori, clausola di recesso pattuita)
Risoluzione Fa cessare il rapporto per grave inadempimento In qualsiasi momento dopo l’inadempimento Inadempimento di non scarsa importanza (es. morosità prolungata); può essere di diritto o giudiziale

La disdetta è quindi uno strumento fisiologico, non sanzionatorio: non presuppone alcun comportamento scorretto della controparte e non richiede eventi eccezionali, ma soltanto la volontà di non rinnovare alla scadenza.

Chi invia la disdetta e a chi deve essere indirizzata

La comunicazione va firmata dal proprietario dell’immobile o da un soggetto da lui delegato con procura valida. In ambito condominiale può provvedere l’amministratore, purché abbia ricevuto mandato specifico; allo stesso modo un procuratore generale o speciale agisce in nome del locatore. La firma può essere autografa oppure digitale, se l’invio avviene tramite PEC.

La disdetta va indirizzata al conduttore presso il domicilio indicato nel contratto o, in mancanza, alla residenza anagrafica. Se i conduttori sono più d’uno, la comunicazione deve raggiungere ciascuno di essi, salvo che non sia stato nominato un rappresentante unico.

Forma scritta, contenuti e metodi di invio

Mezzi di invio ammessi

L’unica forma valida è quella scritta. Non bastano telefonate, messaggi vocali o email ordinarie. I canali che garantiscono la prova della ricezione e sono accettati sono:

  • raccomandata con avviso di ricevimento (A/R) – la cartolina di ritorno prova l’avvenuta consegna;
  • posta elettronica certificata (PEC) – efficace solo se l’indirizzo del conduttore risulta da pubblici registri (es. Registro Imprese) o è stato inserito nel contratto;
  • notifica a mezzo ufficiale giudiziario – la piĂš solida, ma con costi piĂš elevati.

Contenuti obbligatori della comunicazione

La lettera di disdetta deve contenere almeno:

  • nome, cognome (o denominazione), codice fiscale di locatore e conduttore;
  • indirizzo completo dell’immobile locato (via, numero, scala, interno);
  • data esatta di scadenza del contratto o del periodo in corso;
  • dichiarazione inequivocabile della volontĂ  di non rinnovare il contratto a quella data;
  • luogo e data di redazione;
  • firma autografa (o digitale) del locatore o del delegato.

Alla seconda scadenza i motivi non sono obbligatori, ma aggiungerli – ad esempio “necessità di destinare l’immobile a propria abitazione” – può prevenire fraintendimenti.

Campo Obbligatorio Note
Identificazione completa delle parti SĂŹ Nome, cognome/ragione sociale e codice fiscale
Indirizzo dell’immobile Sì Come da contratto
Data di scadenza contrattuale SĂŹ Giorno, mese, anno precisi
Dichiarazione di disdetta Sì Formula chiara: “il locatore dichiara di non voler rinnovare il contratto…”
Motivazione Solo per la prima scadenza abitativa Alla seconda è facoltativa; utile per trasparenza
Luogo e data di redazione SĂŹ Per certezza cronologica
Firma del locatore/delegato SĂŹ Autografa o digitale

Preparare e inviare la disdetta: procedura passo passo

Passo 1 – Verifica della scadenza e calcolo del preavviso

Individua la data esatta di scadenza del secondo periodo contrattuale. Conta a ritroso sei mesi: quello è il termine entro il quale il conduttore deve aver ricevuto la disdetta. Calcola qualche giorno di margine per evitare slittamenti dovuti a festività o ritardi postali.

Passo 2 – Redazione del documento

Compila il modello di disdetta inserendo tutti i dati richiesti: parti, immobile, data di cessazione del rapporto, dichiarazione di non rinnovo. Se sei alla prima scadenza, indica il motivo tassativo per esteso; alla seconda puoi omettere, ma una breve nota di contesto non guasta.

Passo 3 – Scelta del metodo di invio

Opta per raccomandata A/R, PEC (se il conduttore ha un indirizzo opponibile) o notifica giudiziaria. Conserva sempre la prova di ricezione: cartolina di ritorno, ricevuta telematica, verbale di notifica.

Passo 4 – Verifica dell’avvenuta ricezione e conservazione

Accertati che il conduttore abbia ricevuto la comunicazione almeno sei mesi prima della scadenza. Archivia la prova con il contratto: sarĂ  essenziale in caso di contestazioni.

Passo 5 – Comunicazione di cessazione all’Agenzia delle Entrate

Una volta che la disdetta ha prodotto effetto (alla scadenza indicata), comunica la cessazione del contratto entro 30 giorni tramite il modello RLI. Se non lo fai, resti formalmente obbligato a pagare l’imposta di registro sulle annualità successive.

Mini-timeline – esempio disdetta 4+4 con scadenza 31 dicembre 2026

  • Entro il 30 giugno 2026: invio della disdetta (raccomandata o PEC)
  • 31 dicembre 2026: cessazione effettiva del contratto
  • Entro il 30 gennaio 2027: invio del modello RLI all’Agenzia delle Entrate

Termini di preavviso e scadenze: come contarli e cosa rischi

Il preavviso minimo per la disdetta del locatore alla seconda scadenza è di 6 mesi dalla data in cui si vuole far cessare il rapporto. La regola vale per le locazioni abitative (4+4 e 3+2) e, salvo diversi accordi collettivi, anche per quelle commerciali. Nei 4+4 la seconda scadenza giunge alla fine dell’ottavo anno; nei 3+2 alla fine del quinto.

Cosa succede se il termine non viene rispettato

Se la disdetta non arriva al conduttore entro i sei mesi, è inefficace e il contratto si rinnova automaticamente alle stesse condizioni per un ulteriore periodo di 4 anni (o 2 anni nel concordato). Il locatore dovrà attendere la successiva scadenza per esercitare nuovamente il diritto, sempre con sei mesi di anticipo.

Per il calcolo dei giorni si conta a ritroso dalla scadenza escludendo il giorno iniziale. Se la scadenza cade in un giorno festivo, il termine di ricezione slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Costi, registrazione e adempimenti fiscali

Costi vivi e spese accessorie

La disdetta in sé non sconta un’imposta di registro separata. I costi principali sono quelli di spedizione: pochi euro per una raccomandata A/R, nessun costo unitario se si utilizza una PEC già attiva (a parte il canone dell’account). Se la lettera viene allegata a comunicazioni per l’Agenzia delle Entrate, può scattare l’obbligo della marca da bollo da 2 euro ogni 100 righe (o frazione).

Comunicazione di cessazione: modello RLI e sanzioni

Entro 30 giorni dalla data in cui il contratto cessa, il locatore deve presentare all’Agenzia delle Entrate il modello RLI per comunicare la fine del rapporto. Chi non rispetta questo termine:

  • continua a essere obbligato al versamento dell’imposta di registro annuale calcolata sul canone;
  • rischia una sanzione amministrativa da 200 a 2.000 euro, riducibile con ravvedimento operoso entro 90 giorni.

La regolarizzazione tempestiva azzera gli oneri aggiuntivi e mette al riparo da contenziosi.

Errori comuni nella disdetta: come riconoscerli ed evitarli

Errore frequente PerchÊ è rischioso Come evitarlo
Calcolare il preavviso dalla spedizione, non dalla ricezione La comunicazione potrebbe arrivare troppo tardi e la disdetta è inefficace Invia con largo anticipo e usa strumenti che diano prova certa della consegna
Omettere i motivi quando sono obbligatori (prima scadenza abitazioni) La disdetta è nulla se manca la motivazione Indica in modo puntuale il motivo previsto dalla legge (es. uso proprio, ristrutturazione)
Inviare con email ordinaria o mezzi non tracciabili Non si ottiene la prova legale della ricezione Usa solo raccomandata A/R, PEC opponibile o notifica
Dimenticare la firma o inviare senza poteri (es. amministratore senza procura) L’atto è privo di efficacia e facilmente impugnabile Controlla la procura e firma sempre con il soggetto legittimato
Sbagliare l’indirizzo dell’immobile o scrivere dati incompleti Incertezza sulla validità della comunicazione Trascrivi i dati catastali e l’indirizzo esattamente come figurano nel contratto

Aspetti particolari per le locazioni commerciali

Nelle locazioni a uso diverso da abitazione (negozi, uffici, laboratori) la legge 392/1978 prevede durate minime più lunghe, tipicamente 6+6 anni. Anche qui la disdetta alla seconda scadenza è libera, senza obbligo di motivazione, ma con un importante corollario: il locatore deve corrispondere al conduttore un’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale, pari a 18 mensilità del canone per le attività commerciali, 21 per le attività alberghiere, salvo che riesca a dimostrare che l’immobile verrà utilizzato per un’attività propria senza che il conduttore perda la clientela. Il termine di preavviso rimane di 6 mesi, salvo diversa disposizione di contratti collettivi.

Se sei un locatore che affitta un locale commerciale, prima di inviare la disdetta valuta:

  • l’ammontare dell’indennitĂ  che potresti dover corrispondere;
  • l’opportunitĂ  di accordarti preventivamente con il conduttore per una rinuncia consensuale o una riduzione.

Esempio pratico: disdetta di un contratto 4+4 a Milano

Marco ha concesso in locazione un appartamento a canone libero con contratto 4+4 decorrente dal 1° ottobre 2017. La prima scadenza (30 settembre 2021) si è rinnovata automaticamente. La seconda scadenza è fissata al 30 settembre 2025. Marco desidera riprendere possesso dell’immobile per trasferirvisi con la famiglia.

A fine marzo 2025, con oltre sei mesi di anticipo, prepara la lettera di disdetta inserendo i propri dati, quelli del conduttore, l’indirizzo esatto e la data di cessazione. Siamo alla seconda scadenza, perciò i motivi non sono obbligatori, ma dichiara comunque “necessità di destinare l’immobile a propria abitazione principale”.

Il 25 marzo 2025 spedisce la raccomandata A/R all’indirizzo del conduttore e invia una copia via PEC (il conduttore è un professionista con PEC registrata). Conserva la cartolina di ritorno e la ricevuta di consegna PEC. Il 30 settembre 2025 il conduttore rilascia l’immobile; entro il 30 ottobre 2025 Marco trasmette il modello RLI all’Agenzia delle Entrate, comunicando la cessazione ed evitando così il pagamento dell’imposta di registro per l’annualità successiva.

Domande frequenti (FAQ)

Quando il proprietario può disdire il contratto di locazione?
Il proprietario può disdire alla prima scadenza solo per i motivi tassativi (uso proprio, ristrutturazione, vendita, altro alloggio idoneo del conduttore). Alla seconda scadenza può farlo liberamente, senza dover fornire spiegazioni, purchÊ rispetti il preavviso di 6 mesi e usi la forma scritta. La regola vale per le locazioni abitative ordinarie; per contratti transitori o commerciali occorre verificare le condizioni specifiche.

Quali sono le regole per la disdetta alla seconda scadenza?
La disdetta deve essere comunicata per iscritto, rispettando i 6 mesi di preavviso, con raccomandata A/R, PEC (se opponibile) o notifica giudiziaria. Non è necessario indicare le ragioni, ma è consigliabile farlo per chiarezza. La comunicazione va indirizzata al conduttore e occorre conservare la prova di ricezione.

Qual è il termine di preavviso?
Il preavviso minimo è di 6 mesi, da calcolare a ritroso dalla data di scadenza del contratto. Se la disdetta arriva in ritardo, il contratto si rinnova automaticamente per l’intero periodo successivo.

Come disdire un contratto di affitto?
Devi redigere un documento scritto con dati delle parti, indirizzo, data di fine rapporto e dichiarazione esplicita di non rinnovo; firmarlo e inviarlo tramite raccomandata A/R o PEC almeno 6 mesi prima della scadenza. A rapporto cessato, comunica l’evento all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni con il modello RLI.

Differenza tra disdetta e recesso?
La disdetta impedisce il rinnovo automatico alla scadenza; il recesso chiude il contratto prima della scadenza. La disdetta è un atto fisiologico, mentre il recesso richiede motivi determinanti per il conduttore o apposite clausole contrattuali per il locatore.

Cosa succede se non invio la disdetta?
Se non invii la disdetta nei termini, il contratto si rinnova automaticamente per altri 4 anni (nei 4+4) o 2 anni (nei 3+2). Potrai esercitare nuovamente il diritto solo alla successiva scadenza, sempre con 6 mesi di anticipo.

È obbligatorio indicare i motivi?
SÏ, sono obbligatori alla prima scadenza delle locazioni abitative (4+4 e 3+2) e devono rientrare tra quelli tassativi di legge. Alla seconda scadenza non sono richiesti, ma indicarli può evitare equivoci. Nelle locazioni commerciali i motivi sono richiesti solo alla prima scadenza.

Si può usare la PEC per inviare la disdetta?
Sì, a condizione che l’indirizzo PEC del conduttore risulti da pubblici registri (es. Registro Imprese) o sia stato espressamente indicato nel contratto. In assenza di un indirizzo PEC opponibile, è preferibile la raccomandata A/R per ottenere una prova certa della ricezione.

Questa guida è un'informazione generale, non una consulenza legale. Le leggi variano da luogo a luogo e cambiano nel tempo — per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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