Documento di divorzio: tipologie, procedura e modelli necessari

Una guida neutrale e didattica sul documento di divorzio: definizione, tipologie, documenti necessari, procedura passo passo, costi, tempistiche, errori comuni e FAQ per comprendere quali atti e modelli servono.

Dalla redazione di StarterLegal Aggiornato 30 agosto 2026 13 min di lettura
Documento di divorzio: tipologie, procedura e modelli necessari

Quando si parla di documento di divorzio non ci si riferisce a un foglio solo, ma all’intero fascicolo – atti, moduli, certificati – che serve ad aprire e chiudere la procedura. In questa guida usiamo il termine documento di divorzio per indicare l’insieme della documentazione che accompagna le parti dal primo passo fino al rilascio del certificato finale, sia che si segua la via giudiziale sia quella amministrativa.

Che cos’è il documento di divorzio?

Il documento di divorzio cambia aspetto a seconda della fase e del rito scelto. Al suo interno convivono tre macro-componenti: la sentenza o l’accordo che regolano lo scioglimento del vincolo, la modulistica necessaria per presentare la domanda e i certificati anagrafici che attestano l’avvenuto divorzio.

La sentenza di divorzio e l’accordo

Al centro dell’intero meccanismo c’è la sentenza di divorzio. Con questo provvedimento il giudice scioglie il matrimonio o ne fa cessare gli effetti civili. La sentenza produce pieni effetti giuridici solo dopo il passaggio in giudicato, salvi i casi in cui la legge le riconosce efficacia immediata. Al suo interno sono regolati i rapporti successivi: assegno di mantenimento, assegnazione della casa familiare e affidamento dei figli.

L’accordo di divorzio costituisce la cornice negoziale che i coniugi predispongono quando scelgono la via consensuale. Può vestire forme diverse: scrittura privata autenticata, ricorso congiunto oppure, nei casi ammessi, accordo firmato davanti al sindaco. Senza questo accordo – o quando le parti non lo raggiungono su ogni punto – si apre il procedimento giudiziale.

La modulistica e i certificati

La modulistica raccoglie tutti i moduli ufficiali e i fac‑simile da utilizzare per presentare la domanda. Comprende i modelli per il divorzio consensuale, per il divorzio breve e per il procedimento in Comune – nel linguaggio quotidiano spesso chiamati moduli per separarsi o carta per divorzio.

Il certificato di divorzio è invece il documento anagrafico che attesta lo stato libero, rilasciato dall’ufficio di stato civile una volta trascritta la sentenza. Non va confuso con l’estratto della sentenza stessa: quest’ultimo è il titolo giudiziale, mentre il certificato ha una funzione meramente dichiarativa.

Quali tipologie di documento di divorzio esistono?

I documenti da preparare cambiano a seconda del rito che si intende seguire. La tabella seguente riassume le quattro ipotesi principali insieme alle condizioni che le rendono praticabili.

Tipo di procedura Presenza figli minori o non autosufficienti Accordo integrale tra i coniugi Assistenza legale obbligatoria Dove si presenta
Divorzio consensuale (giudiziale) Possibile Sì (almeno un avvocato comune) Tribunale
Divorzio in Comune Non ammesso No (salvo volontà delle parti) Ufficio di stato civile
Divorzio breve (consensuale o giudiziale) Possibile Sì/No a seconda del rito Tribunale
Divorzio giudiziale (contenzioso) Possibile No Sì (ciascuna parte con il proprio difensore) Tribunale

Divorzio consensuale: modulo e accordo

Quando i coniugi trovano un’intesa su tutte le condizioni (mantenimento, affidamento, casa, eventuale divisione dei beni), il documento di divorzio centrale è il modulo divorzio consensuale (o modulo di divorzio consensuale), di norma un ricorso congiunto redatto con l’aiuto di un avvocato comune o di due legali distinti. Un accordo di divorzio fac simile può servire come traccia per mettere a punto le clausole patrimoniali e personali, ma deve poi essere riversato nell’atto processuale. Se si procede in Comune – quando mancano figli minori o maggiorenni non autosufficienti e non ci sono patti di trasferimento patrimoniale – si utilizza un apposito modulo divorzio Comune. La versione più nota è quella del Comune di Roma, disponibile presso l’ufficio di stato civile o come PDF scaricabile.

Scenario tipico: una coppia senza figli minori e con un accordo già scritto si presenta direttamente all’ufficio di stato civile del Comune con il modulo compilato e l’accordo firmato, evitando del tutto il tribunale.

Divorzio breve

Introdotto dalla riforma, consente di iniziare un unico procedimento che tiene insieme separazione e divorzio quando ne esistono i presupposti. Il modulo divorzio breve corrisponde, nella sostanza, al ricorso per divorzio giudiziale o consensuale, ma segue un percorso accelerato. La particolarità sta nel fatto che non è necessario attendere i tempi della separazione prima di avviare la causa di divorzio.

Divorzio giudiziale

Si va in tribunale quando occorre risolvere contrasti sulle condizioni. L’atto di avvio è il ricorso contenzioso (o l’atto di citazione), predisposto dall’avvocato, che deve contenere tutte le domande di ciascuna parte. Non esiste un modulo unico e standardizzato: la struttura è quella dettata dal codice di procedura civile. In questo caso il documento di divorzio è costruito su misura dai legali, e la sua completezza incide direttamente sui tempi del giudizio.

Lettera di divorzio e intese stragiudiziali

In alcune situazioni, prima ancora del procedimento formale, i coniugi si scambiano bozze di intesa o lettere d’intenti. Non vincolano il giudice, ma possono facilitare la successiva definizione consensuale. È un documento di divorzio “di lavoro” che non sostituisce gli atti ufficiali, ma serve a fissare i punti di convergenza.

Decision rule: se siete completamente d’accordo e non avete figli minori né maggiorenni non autosufficienti, potete valutare la procedura in Comune; in tutti gli altri casi è necessario rivolgersi al tribunale, anche quando l’accordo è totale, con l’assistenza di almeno un avvocato.

Documenti necessari e certificati obbligatori

Per avviare la procedura bisogna predisporre una serie di documenti necessari e certificati obbligatori che affiancano la domanda. La tabella che segue mostra, per ciascun tipo di procedimento, quali documenti vanno allegati.

Documento Consensuale giudiziale In Comune Giudiziale
Estratto dell’atto di matrimonio ✔️ ✔️ ✔️
Certificati di residenza (entrambi) ✔️ ✔️ ✔️
Stato di famiglia di ciascun coniuge ✔️ ✔️ ✔️
Dichiarazioni dei redditi (ultimi periodi d’imposta) ✔️ (se si discute l’assegno) Non necessario (accordi semplici) ✔️
Sentenza di separazione o verbale dell’udienza ✔️ (se già separati) Non applicabile ✔️ (se già separati)
Documentazione su figli (responsabilità genitoriale, condizioni abitative) ✔️ (se presenti) Non applicabile ✔️
Accordo firmato dalle parti ✔️ (da allegare al ricorso) ✔️ (allegato al modulo comunale) Assente (manca l’accordo)

Nella procedura giudiziale, il ricorso va accompagnato da tutti questi documenti e, se si chiede un assegno, dalle prove dei redditi. Per la procedura amministrativa davanti al sindaco, invece, è sufficiente la documentazione anagrafica (atto di matrimonio, residenza, stato di famiglia) insieme all’accordo firmato.

Il certificato di divorzio vero e proprio arriva dopo: viene rilasciato soltanto a trascrizione avvenuta della sentenza, e non è un documento da produrre all’inizio del percorso.

Procedura passo passo: come si presenta il documento di divorzio?

La strada del divorzio non è un binario unico. Le tappe cambiano parecchio a seconda che si tratti di divorzio consensuale (giudiziale o amministrativo) oppure di un contenzioso giudiziale. Di seguito le fasi comuni, descritte in modo da coprire entrambi gli scenari.

1. Raccolta dei documenti

Le parti recuperano tutti i certificati e gli atti necessari: estratto dell’atto di matrimonio, certificato di residenza, stato di famiglia, dichiarazioni dei redditi, ed eventuale sentenza di separazione. Mettere insieme tutto subito evita rinvii. Un errore frequente è dimenticare lo stato di famiglia aggiornato: la cancelleria lo richiede quasi sempre.

2. Compilazione del modulo o dell’accordo

Nel divorzio consensuale con avvocati, i coniugi preparano – con l’assistenza legale – un ricorso congiunto che contiene tutte le condizioni (affidamento, mantenimento, assegnazione della casa). Quando la procedura si svolge in Comune senza figli minori né contese, si compila il modulo divorzio Comune fornito dall’ufficio di stato civile del proprio Comune, spesso analogo al modulo del Comune di Roma. L’accordo firmato viene allegato. In questa fase, un documento di divorzio ben redatto evita richieste di integrazione.

3. Presentazione della domanda

La presentazione domanda segue due canali principali:

  • In tribunale: il ricorso viene depositato nella cancelleria del tribunale competente, insieme alla documentazione e alla prova del pagamento del contributo unificato.
  • In Comune: i coniugi si recano personalmente davanti al sindaco, senza obbligo di assistenza legale, purché non vi siano figli minori (o maggiorenni non autosufficienti) e non siano previsti accordi patrimoniali complessi.

4. Udienza e decisione

  • Nel procedimento consensuale giudiziale, il presidente fissa un’udienza divorzio in cui tenta la conciliazione. Accertata la volontà delle parti, rimette la causa al collegio perché decida.
  • Nel contenzioso, si svolgono le udienze di trattazione con l’assunzione delle prove e lo scambio delle memorie difensive.
  • In Comune il percorso è più snello: i coniugi vengono convocati per confermare l’accordo e subito dopo viene emesso l’atto di divorzio.

5. Emissione della sentenza e registrazione

Con la sentenza di divorzio il giudice scioglie il matrimonio (o ne dichiara la cessazione degli effetti civili) e regola i rapporti successivi. La sentenza va poi trascritta nei registri dello stato civile del Comune dove il matrimonio fu celebrato: solo così il divorzio diventa opponibile ai terzi e si può ottenere il certificato di divorzio.

Tempistiche e scadenze

Le tempistiche divorzio variano in base al rito e alla complessità della causa. La tabella che segue fornisce una stima dei tempi procedura medi, ferme restando le variabili legate al carico degli uffici giudiziari e al grado di collaborazione tra le parti.

Tipo di divorzio Durata procedura approssimativa Scadenze chiave
Divorzio consensuale (giudiziale) 2–6 mesi Rispetto del termine di comparizione all’udienza; eventuali note scritte; passaggio in giudicato 30 giorni dopo la notifica, se non impugnata
Divorzio breve (consensuale o giudiziale) 6–12 mesi Simili al consensuale, ma con tempi più dilatati nel caso del contenzioso breve
Divorzio giudiziale (contenzioso) Oltre 1 anno (anche 18–24 mesi) Termini per le memorie ex art. 183 c.p.c., udienza di precisazione delle conclusioni; possibile appello entro 30 giorni
Divorzio in Comune Alcune settimane Convocazione entro 30 giorni dalla presentazione della domanda; conferma dell’accordo a distanza di almeno 30 giorni

Il divorzio consensuale in tribunale, in condizioni di pieno accordo e con un ruolo d’udienza rapido, si chiude mediamente in circa 4 mesi. Il divorzio in Comune, dal canto suo, può concludersi in una quarantina di giorni tra la prima convocazione e la conferma dell’accordo. Gli effetti della sentenza decorrono dal giorno del passaggio in giudicato, cioè quando non è più possibile impugnarla, salva l’esecutività anticipata per le statuizioni di mantenimento. Le scadenze processuali vanno osservate con precisione: dimenticare un termine può far scattare decadenze o costringere alla fissazione di una nuova udienza, allungando l’intera procedura.

Quanto costa il documento di divorzio?

I costi divorzio sono fatti di voci fisse e variabili. Mettendo a confronto i diversi percorsi si ottiene un quadro più chiaro.

Voce di spesa Divorzio consensuale con avvocati Divorzio giudiziale Divorzio in Comune
Contributo unificato € 98,00 (per procedimenti di valore indeterminabile) € 98,00; se domande economiche di valore determinato, importo proporzionale Non dovuto
Imposta di registro € 200,00 sulla sentenza (se non esente) € 200,00 Nessuna
Marca da bollo € 27,00 ogni 4 facciate per copie e atti Come consensuale € 16,00 per la domanda e per l’accordo
Onorario avvocato Da circa € 1.500 a € 3.000 complessivi, in media, secondo complessità e foro Più elevato: da € 3.000 a oltre € 6.000, con possibili spese per consulenze tecniche Nessun avvocato obbligatorio
Costi amministrativi Diritti di cancelleria contenuti Come consensuale Diritti di segreteria comunali modesti (di solito sotto € 100)
Certificato di divorzio € 16,00 di marca da bollo + diritti di segreteria per ogni copia Come consensuale Come consensuale, dopo trascrizione

Le cifre sono orientative. Non tengono conto del patrocinio a spese dello Stato, che, dove ammesso, azzera il contributo unificato e riduce gli onorari; in regime di gratuito patrocinio la parte è esonerata anche dall’imposta di registro e dalle marche. Nel calcolo complessivo vanno sempre aggiunti i costi vivi per le copie conformi e l’eventuale assistenza di un commercialista per gli aspetti reddituali.

Scenario concreto: una coppia che procede in Comune spende mediamente meno di 200 euro tra marche da bollo e diritti di segreteria, mentre una causa giudiziale contenziosa può superare agevolmente i 5.000 euro solo di spese legali.

Errori comuni da evitare

Una preparazione insufficiente della documentazione può provocare rigetti e ritardi. Ecco gli errori più frequenti nella prassi, descritti con situazioni reali in cui si rischia di inciampare.

  • Compilazione errata del modulo. Utilizzare un modulo non aggiornato o sbagliare tipo di modulo – per esempio scambiando il modulo consensuale per quello giudiziale, oppure omettendo clausole essenziali sull’assegno di mantenimento – è la causa più comune di inciampo. Situazione tipica: una coppia scarica da internet un vecchio modulo divorzio consensuale e lo presenta in cancelleria; il personale lo respinge perché non contiene il riferimento alla normativa aggiornata.

  • Documenti mancanti. Dimenticare l’estratto dell’atto di matrimonio, il certificato di residenza o lo stato di famiglia obbliga la cancelleria o l’ufficiale di stato civile a chiedere integrazioni e a rinviare l’udienza. Esempio: chi si presenta in Comune senza lo stato di famiglia aggiornato viene invitato a tornare con il documento corretto, allungando i tempi di almeno due settimane.

  • Modulo inadatto alla procedura. Presentare in tribunale un modulo divorzio consensuale senza avvocato pensando alla procedura in Comune rende la domanda irricevibile. Lo stesso accade se si deposita un modulo comunale quando ci sono figli minori. Caso ricorrente: genitori con un figlio minore tentano la strada comunale per risparmiare; la domanda viene respinta e devono ricominciare da capo in tribunale.

  • Termini non rispettati. Nel procedimento giudiziale, la mancata costituzione nei tempi stabiliti o il ritardo nel deposito delle memorie difensive possono compromettere le domande. Un ritardo di pochi giorni nella costituzione in giudizio può far dichiarare la contumacia e pregiudicare le difese.

  • Errori sull’assegno di mantenimento. Una formulazione vaga sulle modalità di versamento, sugli adeguamenti ISTAT o sulla revisione futura rende l’accordo impreciso e spesso genera nuove liti. Per evitarlo, è bene indicare già nel documento di divorzio l’importo esatto, la periodicità e il meccanismo di rivalutazione automatica.

  • Affidamento dei figli non conforme all’interesse del minore. Un accordo che trascura la bigenitorialità o le disponibilità abitative può indurre il giudice a rigettare le condizioni o a modificarle d’ufficio, allungando i tempi. L’orientamento prevalente richiede un piano genitoriale concreto, che specifichi tempi di permanenza presso ciascun genitore e contributi alle spese straordinarie.

Domande frequenti (FAQ)

Come avere il certificato di divorzio?

Per ottenere il certificato di divorzio – che è il documento di divorzio più richiesto dopo la sentenza – occorre rivolgersi all’ufficio di stato civile del Comune in cui il matrimonio è stato celebrato, dopo che la sentenza di divorzio è stata trascritta. La richiesta può essere presentata personalmente, tramite delegato o, dove disponibile, per via telematica; servono una marca da bollo e i diritti di segreteria.

Qual è il certificato che attesta il divorzio?

Il documento che attesta lo stato di divorziato è il certificato di divorzio, rilasciato dall’ufficiale di stato civile. Esiste anche l’estratto della sentenza di divorzio con attestazione di passaggio in giudicato: ha valore di titolo esecutivo. Entrambi provano lo scioglimento del vincolo matrimoniale.

Dove risulta che sono divorziato?

Lo stato di divorziato è registrato nell’anagrafe del Comune di residenza e compare, di conseguenza, nel certificato di stato di famiglia e nel certificato di residenza storico. La variazione è riportata anche nei registri dello stato civile.

Quanto costa un certificato di divorzio?

Il costo ordinario è di una marca da bollo da € 16,00 (per le certificazioni in carta semplice) più gli eventuali diritti di segreteria comunali, generalmente inferiori a € 10,00. Per copie autenticate l’importo può salire in base al numero di pagine.

È possibile presentare il modulo di divorzio consensuale senza avvocato?

Sì, ma soltanto nella procedura amministrativa davanti al sindaco e a condizione che non vi siano figli minori, figli maggiorenni non autosufficienti o portatori di handicap grave e che l’accordo non contenga patti di trasferimento patrimoniale diversi dall’assegno periodico. In tutti gli altri casi di divorzio, l’assistenza di almeno un avvocato è obbligatoria.

Dove trovare il modulo divorzio Comune di Roma e l’accordo di divorzio fac simile?

Il modulo divorzio Comune di Roma è disponibile presso l’ufficio di stato civile del Campidoglio o come PDF scaricabile dal sito istituzionale del Comune. L’accordo di divorzio fac simile, spesso diffuso come modello orientativo, non sostituisce la stesura personalizzata sotto la guida di un legale quando la procedura si svolge in tribunale; può però aiutare a capire la struttura tipo delle clausole su mantenimento, affidamento e assegnazione della casa.

Questa guida è un'informazione generale, non una consulenza legale. Le leggi variano da luogo a luogo e cambiano nel tempo — per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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