Modulo congedo paternità 10 giorni: guida completa alla compilazione e presentazione

Il modulo congedo paternità 10 giorni è il documento per richiedere il congedo obbligatorio di paternità. Si fornisce una guida normativa, istruzioni di compilazione e un modello scaricabile.

Dalla redazione di StarterLegal Aggiornato 4 settembre 2026 11 min di lettura
Modulo congedo paternità 10 giorni: guida completa alla compilazione e presentazione

Il modulo congedo paternità 10 giorni è lo strumento con cui un padre lavoratore dipendente comunica al datore di lavoro l’intenzione di esercitare il congedo obbligatorio di paternità e ne attiva i diritti retributivi e previdenziali. La misura, resa strutturale dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021), ha modificato l’art. 27‑bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 e offre oggi un’astensione dal lavoro di dieci giorni di calendario, interamente indennizzati dall’INPS e anticipati in busta paga dal datore di lavoro.

Conoscere esattamente cosa contiene questo documento, quando presentarlo e come evitare gli errori più frequenti permette di ottenere rapidamente il beneficio senza intoppi. In questa guida analizziamo ogni aspetto del modulo, offrendo indicazioni pratiche e un confronto diretto con il congedo facoltativo.

Cos’è il modulo congedo paternità 10 giorni

Attraverso questo modulo il padre lavoratore dipendente esercita il congedo paternità obbligatorio: un diritto irrinunciabile che si aggiunge al congedo di maternità della madre e che può essere fruito anche in modo frazionato, purché i singoli periodi vengano concordati con il datore di lavoro e restino entro il limite complessivo.

I dieci giorni sono di calendario e comprendono perciò sabati, domeniche e festivi. La richiesta, veicolata dal modulo, attiva un’indennità a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione, oltre all’accredito della contribuzione figurativa ai fini pensionistici.

La finestra di fruizione è di 5 mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento. Per i parti plurimi la durata sale a 20 giorni di calendario, sempre alle medesime condizioni economiche.

Dati chiave – congedo obbligatorio di paternità

Voce Dettaglio
Durata 10 giorni di calendario (20 per parto plurimo)
Indennità 100% retribuzione a carico INPS, anticipata dal datore
Finestra di fruizione Entro 5 mesi da nascita/adozione/affidamento
Preavviso al datore Almeno 5 giorni prima dell’inizio
Natura Obbligatorio e irrinunciabile per il padre lavoratore dipendente

Chi può presentare la richiesta per il congedo di paternità

Possono presentare la domanda esclusivamente i padri lavoratori subordinati che, al momento dell’inizio del congedo, siano titolari di un rapporto di lavoro dipendente in corso. La platea comprende:

  • il padre naturale, indipendentemente dallo stato civile;
  • il padre adottivo durante un’adozione nazionale o internazionale;
  • il padre affidatario in caso di affidamento preadottivo o temporaneo;
  • la madre intenzionale in una coppia omogenitoriale femminile, che l’ordinamento equipara al padre ai fini del congedo.

Sono compresi tutti i contratti di lavoro subordinato: tempo indeterminato, determinato, apprendistato, somministrazione, part‑time. Anche chi ha un contratto a termine in scadenza può presentare il modulo, purché il rapporto sia ancora attivo alla data di inizio congedo.

I lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS o a casse professionali sono generalmente esclusi da questo strumento. Possono accedere a tutele specifiche solo in casi limitati, come la sostituzione della madre quando questa sia nell’impossibilità di assistere il bambino, ma con un modulo e regole differenti.

Scenario frequente: un padre con un contratto di somministrazione che termina poco dopo la nascita può comunque utilizzare il congedo obbligatorio se il rapporto è in essere alla data di inizio. La domanda va presentata con il modulo ordinario, specificando le date esatte.

Expert nuance: la madre intenzionale deve allegare alla richiesta la documentazione che prova il rapporto di filiazione, come l’atto di nascita o il provvedimento del tribunale. Senza questi documenti il datore di lavoro potrebbe avere difficoltà a validare la domanda.

Quando presentare la richiesta

La richiesta del congedo va presentata con un preavviso di almeno 5 giorni rispetto alla data di inizio desiderata, salvo cause di forza maggiore che impediscano il rispetto del termine (per esempio un parto anticipato improvviso). Il periodo di fruizione deve collocarsi entro i 5 mesi successivi alla nascita o all’ingresso in famiglia del minore.

La decorrenza dei dieci giorni di calendario parte dalla data indicata nel modulo come inizio congedo, che può coincidere con il giorno del parto oppure con un momento successivo scelto dal lavoratore, purché resti nella finestra dei cinque mesi.

Scenario reale: se il bambino nasce il 10 marzo, il padre può iniziare il congedo il 10 marzo stesso, oppure il 1° aprile, ma dovrà aver presentato il modulo al datore di lavoro almeno il 27 marzo (preavviso di 5 giorni). Se il bambino nasce con due settimane di anticipo e il preavviso non può essere rispettato, occorre documentare la forza maggiore (ad esempio con il certificato di nascita) e la domanda può essere accolta ugualmente.

Regola decisionale: se il parto è previsto a breve, preparate il modulo già compilato e lasciatelo pronto; lo consegnerete non appena avrete la data certa del parto, rispettando così il preavviso.

Come compilare la richiesta per il congedo di paternità

Il modulo può essere redatto in forma libera, perché la legge non impone un modello unico nazionale. Tuttavia, deve contenere tutte le informazioni indispensabili per identificare il lavoratore, il datore di lavoro, il figlio e il periodo richiesto. Molti datori di lavoro e l’INPS mettono a disposizione fac‑simile aggiornati, che è consigliabile utilizzare per evitare omissioni.

La compilazione può essere fatta a mano o in modalità telematica. L’invio digitale (via PEC o portale aziendale) è ormai la prassi, ma richiede la firma digitale o comunque una sottoscrizione che attesti la volontà del lavoratore.

Dati del lavoratore e del datore di lavoro

  • Nome, cognome, codice fiscale, data di nascita e residenza del padre.
  • Qualifica professionale e tipologia contrattuale (tempo indeterminato, determinato, apprendistato, part‑time, somministrazione).
  • Denominazione o ragione sociale del datore di lavoro, sede legale, codice fiscale/partita IVA e posizione INPS.

Informazioni sul figlio e sul periodo di congedo

  • Nome, cognome, data di nascita (o di ingresso in famiglia per adozione/affidamento) e codice fiscale del minore, se già attribuito.
  • Data di inizio e data di fine del congedo, oppure numero complessivo di giorni (10 giorni di calendario). È fondamentale indicare giorni di calendario e non giorni lavorativi; un errore in questa parte può invalidare il conteggio e creare ritardi.

Dichiarazioni e firma

  • Dichiarazione di responsabilità: attestare di non aver già fruito del congedo obbligatorio per lo stesso evento, salvo eventuali periodi frazionati già autorizzati.
  • Sottoscrizione del lavoratore: firma autografa o firma digitale; in caso di invio telematico la firma digitale è indispensabile.

Come chiedere il frazionamento

  • Se il padre vuole suddividere i dieci giorni in più periodi, deve indicare nel modulo ogni singolo blocco di giorni, già concordato previamente con il datore. Questa parte è opzionale solo se si fruisce del congedo in modo continuativo.

Prima di inoltrare la domanda, verificate che tutti i campi obbligatori siano compilati senza errori: un dato mancante o un’omissione possono causare il rigetto o ritardi nell’erogazione dell’indennità.

Check‑list pratica:

  • Dati anagrafici completi del lavoratore
  • Dati corretti del datore (posizione INPS)
  • Dati del figlio e data di nascita/evento
  • Periodo espresso in giorni di calendario (10)
  • Firma autografa o digitale
  • Rispetto del preavviso di 5 giorni (salvo forza maggiore)
  • Eventuale documentazione allegata per madre intenzionale

Differenze tra congedo obbligatorio e congedo facoltativo

Il congedo obbligatorio di paternità (10 giorni) non va confuso con il congedo facoltativo, spesso previsto dai contratti collettivi o da normative antecedenti. Utilizzare il modulo sbagliato può rendere inefficace la richiesta. La tabella qui sotto aiuta a distinguere i due istituti.

Caratteristica Congedo obbligatorio di paternità Congedo facoltativo di paternità
Durata massima 10 giorni di calendario (20 per parto plurimo) Di solito 2 giorni di calendario (da CCNL o legge)
Indennità / retribuzione 100% a carico INPS, anticipata dal datore A carico del datore secondo contratto collettivo; in alcuni casi coperta da previsioni specifiche
Finestra di fruizione Entro 5 mesi dalla nascita/adozione/affidamento Entro 5 mesi, ma con limiti spesso più stretti (es. 30 giorni)
Natura del diritto Obbligatorio e irrinunciabile per il padre lavoratore Facoltativo: esercitabile su richiesta e, talvolta, con assenso del datore
Modulo da usare Modulo specifico per il congedo obbligatorio (forma libera con contenuti minimi) Modulo semplificato, spesso predisposto dall’azienda

Regola pratica: Se avete diritto ai 10 giorni obbligatori, partite sempre da quello. Il congedo facoltativo può essere un’aggiuntiva, ma mai un sostituto.

Errori più comuni nella presentazione della domanda

Anche una compilazione apparentemente semplice può nascondere insidie che portano al rigetto o a ritardi. Ecco gli sbagli più frequenti e come evitarli.

Mancato rispetto del preavviso

Trascurare il preavviso di 5 giorni è l’errore più tipico. Presentare il modulo il giorno prima della data di inizio desiderata comporta quasi sempre un rifiuto, a meno che non si dimostri una causa di forza maggiore (parto improvviso, ricovero). Conservare una copia della domanda protocollata aiuta a provare la tempestività.

Errato conteggio dei giorni (lavorativi anziché di calendario)

Molti padri indicano erroneamente giorni lavorativi (ad esempio “dal lunedì al venerdì per due settimane”). Il conteggio deve essere in giorni di calendario, comprensivi di sabati, domeniche e festivi. Un modulo che riporta “10 giorni lavorativi” verrebbe interpretato come una richiesta di 14 giorni di calendario, eccedente il limite, oppure verrebbe respinto.

Omissione di dati o invio a datore sbagliato

L’assenza del codice fiscale del figlio (se già rilasciato) o dei dati esatti della posizione INPS del datore di lavoro è un classico. Inoltre, capita che il lavoratore invii il modulo al vecchio datore, se nel frattempo ha cambiato azienda. La richiesta va sempre indirizzata al datore con cui il rapporto è attivo alla data di inizio congedo.

Consiglio: verificate sempre di avere tutti i dati aggiornati prima della consegna. Un controllo incrociato con la busta paga (per la posizione INPS) e con il certificato di nascita (per i dati del figlio) evita sorprese.

Costi e procedura di invio all’INPS

La presentazione del modulo non comporta alcun costo per il lavoratore. L’indennità è interamente a carico dell’INPS e viene anticipata dal datore di lavoro in busta paga, secondo il meccanismo del conguaglio contributivo. L’operazione è esente da imposta di bollo.

Durante il periodo di congedo l’INPS accredita anche la contribuzione figurativa, utile ai fini pensionistici, senza oneri aggiuntivi per l’azienda.

Procedura passo dopo passo

  1. Lavoratore: compila e firma il modulo, lo presenta al datore nel rispetto del preavviso.
  2. Datore: verifica la completezza della domanda e trasmette i dati all’INPS attraverso i canali telematici (flusso UniEmens o servizi online).
  3. INPS: autorizza l’anticipazione; il datore corrisponde l’indennità in busta paga nei normali termini retributivi.

Tempistiche e impatto dei ritardi

Eventuali ritardi del datore nell’invio telematico non pregiudicano il diritto del lavoratore, a condizione che questi abbia presentato la domanda tempestivamente e in forma scritta. In caso di mancata erogazione, il lavoratore può sollecitare il datore e, se necessario, rivolgersi all’Ispettorato del lavoro o ad un patronato.

Giurisprudenza aggiornata e ricadute sulla domanda

Le pronunce degli ultimi anni hanno consolidato alcuni punti chiave che incidono sulla compilazione e sulla validità del modulo.

  • Estensione alla madre intenzionale: diverse sentenze hanno riconosciuto il diritto al congedo obbligatorio per la madre intenzionale in coppie omogenitoriali. Di conseguenza, i moduli attuali devono contenere una dichiarazione che consenta al datore di inquadrare correttamente il beneficiario anche quando non coincide con il padre biologico.
  • Preavviso dei 5 giorni: la giurisprudenza ha ribadito che il termine è perentorio, ma ammette eccezioni solo in presenza di eventi di forza maggiore debitamente documentati (ad esempio un grave lutto o un ricovero ospedaliero improvviso). La valutazione va fatta caso per caso.
  • Obblighi informativi del datore: le pronunce hanno chiarito che, anche quando la richiesta è incompleta, il datore deve attivarsi per richiedere i dati mancanti e non può semplicemente respingere la domanda senza motivazione.

Questi sviluppi rendono opportuno utilizzare modelli aggiornati, che prevedano uno spazio per documentare la filiazione nei casi di genitorialità intenzionale e che ricordino in modo chiaro l’inderogabilità del preavviso. Se si utilizza un fac‑simile vecchio di qualche anno, è bene verificare che sia conforme a queste indicazioni.

Domande frequenti (FAQ)

1. Come si richiedono i 10 giorni di congedo di paternità obbligatorio?
Per richiedere il congedo obbligatorio, il padre lavoratore dipendente deve compilare l’apposito modulo e consegnarlo al datore di lavoro con un preavviso di almeno 5 giorni. Il modulo può essere in forma libera ma deve contenere tutti i dati identificativi e la dichiarazione di non aver già fruito del beneficio.

2. Dove si può trovare un modello per il congedo di paternità?
Il modello è fornito direttamente dal datore di lavoro o è disponibile presso gli uffici INPS, i patronati e i servizi di consulenza legale. Si può anche redigere in proprio, purché siano presenti tutte le informazioni obbligatorie.

3. Cosa occorre indicare nel modulo per il congedo di paternità?
Vanno inseriti i dati anagrafici del lavoratore e del datore di lavoro, i dati del figlio (nome, cognome, data di nascita), il periodo di congedo – 10 giorni di calendario – e la firma del richiedente. Se si sceglie il frazionamento, occorre specificare ogni singolo blocco di giorni.

4. Da quando decorrono i 10 giorni di paternità?
I dieci giorni decorrono dalla data di inizio indicata nel modulo, che può coincidere con la data del parto oppure con un giorno successivo, purché resti entro i 5 mesi dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore.

5. I 10 giorni di congedo paternità sono lavorativi o di calendario?
Sono dieci giorni di calendario, quindi includono sabato, domenica e giorni festivi. È essenziale contarli come giorni di calendario per evitare errori nella richiesta.

6. Cosa accade se non viene rispettato il termine di preavviso di 5 giorni?
Se non si rispetta il preavviso, la richiesta può essere respinta e si rischia di perdere il diritto al congedo per il periodo desiderato, a meno che non si dimostri una causa di forza maggiore. In quest’ultimo caso, la domanda va comunque presentata il prima possibile, corredata della documentazione giustificativa.

Questa guida è un'informazione generale, non una consulenza legale. Le leggi variano da luogo a luogo e cambiano nel tempo — per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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