Modulo Richiesta Aggiornamento Dati CED: Fac Simile e Guida alla Compilazione

Il modulo richiesta aggiornamento dati CED è il documento per chiedere la rettifica, cancellazione o integrazione dei propri dati conservati nel Centro Elaborazione Dati del Ministero dell'Interno. Scarica il fac simile editabile, scopri come compilarlo, i campi obbligatori, le modalità di invio via PEC e gli errori da evitare.

Dalla redazione di StarterLegal Aggiornato 30 agosto 2026 10 min di lettura
Modulo Richiesta Aggiornamento Dati CED: Fac Simile e Guida alla Compilazione

Il modulo richiesta aggiornamento dati CED è lo strumento con cui l’interessato esercita i diritti di rettifica, integrazione e cancellazione riconosciuti dagli articoli 15–22 del GDPR e dall’articolo 75 del D.P.R. 15/2018.
Si tratta di un’istanza di accesso mirata alla correzione di informazioni personali conservate nel Centro Elaborazione Dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

La richiesta consente di rettificare dati inesatti, incompleti o non aggiornati. Permette anche di ottenere la cancellazione quando i termini di conservazione sono scaduti. Per agevolare la compilazione abbiamo predisposto un fac simile editabile, basato sui modelli vigenti e pienamente conforme alla normativa sulla protezione dei dati nel settore di polizia.

Cos’è il Modulo Richiesta Aggiornamento Dati CED

Il documento che si utilizza – il Modello A1, detto anche Modello 1/A – dà forma all’istanza con cui una persona fisica chiede la rettifica o la cancellazione di informazioni presenti nel CED.
Attenzione: per la sola consultazione dei dati senza modifiche esiste un modulo di accesso distinto (Modello 2/A). Se vi serve solo vedere ciò che compare, quello è lo strumento giusto; per correggere o rimuovere occorre invece questo fac simile editabile.

L’istanza si fonda sui diritti previsti dal GDPR (artt. 15-22) e sull’art. 75 del D.P.R. 15/2018. Con essa potete:

  • chiedere la rettifica di dati inesatti o incompleti;
  • domandare l’integrazione di informazioni mancanti;
  • ottenere la cancellazione quando sono decorsi i termini di conservazione previsti dall’art. 75.

Un errore frequente è usare formule generiche come “cancellate tutti i miei dati”. L’ufficio ha bisogno di individuare esattamente la registrazione da modificare: occorre indicare il tipo di segnalazione, la data e il motivo della richiesta. Più siete precisi, più rapida sarà l’istruttoria.

Il CED: Cosa Contiene e Come Funziona

Al Dipartimento della Pubblica Sicurezza opera il Centro Elaborazione Dati, un archivio informatico interforze che le forze dell’ordine consultano per prevenzione e controllo del territorio. Vi confluiscono segnalazioni di polizia, denunce, annotazioni su condanne e misure di sicurezza, provenienti da diverse forze di polizia. A differenza del casellario giudiziale – che registra solo provvedimenti definitivi – il CED può contenere dati non ancora cristallizzati in una sentenza irrevocabile. Questo aspetto è cruciale: un semplice esposto, anche se archiviato, può restare visibile e influenzare la vita quotidiana di una persona.

Facciamo l’esempio concreto di un cittadino che scopre di non essere assunto perché da una visura informale emerge una vecchia segnalazione per un fatto per cui non è mai stato condannato. Verificare e, se necessario, aggiornare le registrazioni CED diventa quindi essenziale per tutelare la propria reputazione. La consultazione dell’archivio è riservata agli organi di polizia e all’autorità giudiziaria, ma ogni interessato ha il diritto di accedere ai propri dati e di chiederne la correzione tramite l’apposita istanza. I termini di conservazione sono definiti dall’articolo 75 del D.P.R. 15/2018: superati quei limiti, il dato deve essere cancellato.

Differenza tra CED e SDI

CED e SDI sono due archivi distinti, che divergono per tipologia di dati, finalità di consultazione e platea dei soggetti legittimati a presentare un’istanza di aggiornamento.

Caratteristica CED (Centro Elaborazione Dati) SDI (Sistema di Indagine)
Tipologia di dati Informazioni penali, segnalazioni, provvedimenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Annotazioni di polizia giudiziaria, notizie di reato, attività investigative in corso.
Finalità di consultazione Prevenzione, controllo e gestione di misure di sicurezza. Gestione delle indagini e supporto alle attività investigative.
Soggetti legittimati all’accesso Forze di polizia, autorità giudiziaria; l’interessato può accedere per rettifica o cancellazione. Forze di polizia e magistratura; l’interessato può esercitare il diritto di accesso e rettifica con istanza separata.
Istanza di aggiornamento Si utilizza il Modello A1 (o 1/A), ossia il modulo richiesta aggiornamento dati CED. Richiede un’istanza specifica indirizzata all’Ufficio competente del Dipartimento, diversa dal modulo CED.

Un errore diffuso è presentare il Modello A1 per la cancellazione di dati contenuti nel SDI. In quel caso l’Ufficio respinge l’istanza e bisogna ripresentarla secondo le indicazioni operative del Sistema di Indagine. Il fac simile qui illustrato riguarda esclusivamente i dati del Centro Elaborazione Dati.

Chi Può Presentare la Richiesta e Quando è Necessaria

A presentare l’istanza di aggiornamento può essere la persona a cui i dati si riferiscono – l’interessato – oppure un delegato munito di procura scritta e copia del documento d’identità del delegante. La delega va sempre allegata espressamente: senza, la domanda viene considerata inammissibile.

Il diritto di accesso ai dati personali e la possibilità di ottenerne la rettifica o la cancellazione ex art. 75 sorgono in diverse circostanze:

  • errore materiale, come l’attribuzione di una segnalazione a una persona sbagliata a causa di omonimia;
  • dati incompleti o registrati in modo impreciso;
  • superamento dei termini di conservazione fissati dall’art. 75 del D.P.R. 15/2018;
  • intervenuta sentenza definitiva di assoluzione o archiviazione del procedimento.

Anche in caso di assoluzione con formula piena, è consigliabile aggiornare il CED per rimuovere ogni riferimento all’imputazione originaria e ripristinare la correttezza della banca dati.

Guida alla Compilazione: Campi Obbligatori e Opzionali

Il modulo attualmente in uso è il Modello A1 (denominato anche Modello 1/A). Per richieste più articolate che includono anche l’accesso ai dati si utilizza il Modello 2/A. Il fac simile editabile si articola in diverse sezioni.

Dati anagrafici del richiedente

Nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza e recapito telefonico sono campi obbligatori. Servono a identificare l’interessato in modo univoco. Compilate ogni campo con attenzione; un codice fiscale errato o una residenza non aggiornata possono causare ritardi.

La descrizione puntuale della rettifica

È la parte centrale dell’istanza. Occorre indicare quale dato si intende aggiornare, il motivo per cui risulta errato e la corretta formulazione che si chiede venga inserita. Una descrizione generica – ad esempio “cancellare i precedenti” – rende l’istanza inammissibile.

Un esempio concreto: «Il dato relativo alla segnalazione per furto del 10 marzo 2022 è stato attribuito al sottoscritto per omonimia; la persona coinvolta è un diverso soggetto con medesime generalità anagrafiche. Si chiede la cancellazione del dato.»

Allegati obbligatori e documentazione integrativa

Devono essere uniti alla domanda:

  • copia di un documento d’identità in corso di validità (obbligatorio);
  • documentazione a supporto, come sentenza di assoluzione, certificato dei carichi pendenti negativo, verbale di archiviazione (opzionale, ma fortemente raccomandata per agevolare l’istruttoria).

Sottoscrizione e invio

Il modulo va firmato dall’interessato o dal delegato munito di procura. L’istanza priva di firma è improcedibile. Per evitare equivoci, scrivete in stampatello o compilate il fac simile al computer: una grafia illeggibile può bloccare il procedimento.

La tabella seguente riepiloga l’essenziale distinzione tra campi obbligatori e opzionali.

Campo Obbligatorietà
Dati anagrafici (nome, cognome, CF, residenza) Obbligatorio
Descrizione della modifica richiesta Obbligatorio
Documento d’identità Obbligatorio
Allegati integrativi (sentenze, certificati, memorie) Opzionale
Firma Obbligatorio

Modalità di Invio: PEC, Raccomandata o Consegna a Mano

L’istanza di aggiornamento può essere trasmessa attraverso tre canali, tutti equivalenti sotto il profilo probatorio se gestiti correttamente.

Invio tramite PEC

La PEC resta lo strumento più rapido e tracciato. Il messaggio va inviato all’indirizzo PEC ufficiale dell’Ufficio Centrale Interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, disponibile sul sito istituzionale, utilizzando la casella dell’interessato o del delegato. La ricevuta di consegna attesta il momento di ricezione e fa decorrere i termini di risposta.
Non usate la mail ordinaria: una email non certificata viene considerata inesistente dall’amministrazione.

Spedizione con raccomandata A/R

In alternativa, potete utilizzare una raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata al medesimo Ufficio. La ricevuta di ritorno fornisce la prova dell’avvenuta consegna e della data in cui l’amministrazione ha ricevuto la richiesta.

Consegna a mano presso URP

È possibile anche il deposito a mano presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) della Questura o di altro ufficio territoriale del Dipartimento, facendosi rilasciare una ricevuta che attesti il deposito dell’istanza e degli allegati.

Per i termini di risposta, l’amministrazione è tenuta a provvedere entro 30 giorni dalla ricezione, salvo proroga motivata comunicata all’interessato. Se il termine decorre senza esito opera il silenzio-rigetto: l’istanza si considera respinta e l’interessato può proporre ricorso al Garante per la protezione dei dati personali o all’autorità giudiziaria. Per avere data certa, la PEC è il canale consigliato: i trenta giorni partono immediatamente dalla ricevuta di consegna.

Errori Comuni da Evitare nella Presentazione dell’Istanza

Anche le istanze formalmente corrette possono essere respinte se si inciampa negli errori tipici.

Criticità nella compilazione

  • Omettere campi anagrafici o descrizione della rettifica: rende la richiesta inammissibile.
  • Formulare la richiesta in modo generico («chiedo la cancellazione di tutti i dati»): l’Ufficio non ha un riferimento preciso su cui lavorare.
  • Scrivere a mano in modo illeggibile: meglio compilare al computer o in stampatello chiaro.

Errori nella trasmissione e negli allegati

  • Dimenticare il documento d’identità: l’amministrazione non può verificare l’identità del richiedente.
  • Utilizzare l’indirizzo PEC sbagliato (ad esempio quello della polizia locale): va impiegato esclusivamente quello dell’Ufficio Centrale Interforze.
  • Impiegare moduli non aggiornati: un fac simile vecchio, privo dei riferimenti normativi vigenti, conduce al rigetto. Conviene sempre scaricare la versione più recente, conforme al Modello A1.

Esempio Concreto: Richiesta di Aggiornamento per Errore in una Segnalazione

Un caso realistico aiuta a comprendere l’intera procedura.

Andrea, residente a Torino, si accorge dopo un controllo di routine che nel CED risulta una segnalazione per furto a suo carico. La segnalazione risale al 15 settembre 2024, ma Andrea non ha mai ricevuto alcuna denuncia né è stato coinvolto in procedimenti penali per tale fatto. Emerge che l’errore deriva da un caso di omonimia: la persona effettivamente segnalata ha lo stesso nome, cognome e data di nascita.

Andrea scarica il fac simile editabile del modulo di richiesta aggiornamento dati CED (Modello A1). Compila i dati anagrafici e nella sezione dedicata alla descrizione della rettifica indica: “Il dato relativo alla segnalazione per furto del 15/09/2024 è attribuito alla mia persona per errore di omonimia; la persona effettivamente coinvolta è altro soggetto con medesime generalità. Chiedo la cancellazione di tale segnalazione dal CED.” Come allegati unisce il proprio documento d’identità e il certificato dei carichi pendenti in corso di validità, da cui risulta che non vi sono procedimenti penali a proprio carico.

L’istanza viene inviata tramite PEC all’indirizzo dell’Ufficio Centrale Interforze. Dopo circa venticinque giorni, Andrea riceve comunicazione dell’avvenuta rettifica dei dati.

Cronologia operativa del caso

Fase Attività Timing
1 Scarico del modulo A1 editabile e compilazione Giorno 0
2 Raccolta allegati (documento identità, certificato carichi pendenti) Giorno 0
3 Invio dell’istanza via PEC Giorno 0
4 Istruttoria da parte dell’Ufficio 25 giorni
5 Ricezione della comunicazione di avvenuta rettifica Giorno 25

Domande Frequenti (FAQ) sul Modulo Richiesta Aggiornamento Dati CED

Che cos’è il CED della polizia?
Il CED è il Centro Elaborazione Dati interforze del Ministero dell’Interno, una banca dati che raccoglie e gestisce informazioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, come segnalazioni, denunce e condanne.

Qual è la differenza tra CED e SDI?
Il CED è un archivio di polizia con finalità di prevenzione e controllo, mentre il SDI è il Sistema di Indagine dedicato alla gestione delle attività investigative. La differenza si riflette sulla tipologia di dati, sulle finalità di consultazione e sulla procedura per chiedere aggiornamenti: per il CED si utilizza il fac simile qui illustrato, per il SDI occorre un’istanza separata.

Come aggiornare o richiedere i dati del CED?
Per aggiornare o consultare i dati contenuti nel CED occorre presentare un’istanza formale con il modulo A1. Se l’obiettivo è solo l’accesso alle informazioni senza modifiche, si può ricorrere al Modello 2/A; per rettifiche e cancellazioni va invece impiegato il Modello A1. L’invio avviene via PEC, raccomandata o a mano, e l’amministrazione risponde entro 30 giorni.

Come posso cancellare i precedenti di polizia dal mio CED tramite PEC?
Per ottenere la cancellazione dei precedenti di polizia dal CED, si invia l’istanza di aggiornamento (Modello A1) via PEC all’Ufficio Centrale Interforze, allegando il documento d’identità e, se disponibile, un provvedimento di assoluzione definitiva o un certificato dei carichi pendenti negativo. La cancellazione può essere chiesta quando i dati risultano inesatti, incompleti o quando sono decorsi i termini di conservazione stabiliti dall’art. 75 del D.P.R. 15/2018.

Quanto tempo ci vuole per l’aggiornamento?
L’amministrazione dispone di 30 giorni dalla ricezione dell’istanza, termine eventualmente prorogabile con comunicazione motivata. In caso di silenzio-rigetto, l’interessato può proporre ricorso al Garante privacy o all’autorità giudiziaria.

Cosa fare se la richiesta viene respinta?
In caso di respingimento espresso o tacito, l’interessato può presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali, oppure adire l’autorità giudiziaria entro i termini previsti dal codice della privacy e dal D.P.R. 15/2018.

Questa guida è un'informazione generale, non una consulenza legale. Le leggi variano da luogo a luogo e cambiano nel tempo — per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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