Modulo lettera di dimissioni: guida alla compilazione e fac simile editabile

La lettera di dimissioni è il documento con cui il lavoratore comunica la volontà di recedere dal rapporto di lavoro. Guida completa: tipologie (con preavviso, per giusta causa), elementi obbligatori, procedura telematica, errori da evitare e fac simile editabile in PDF e Word.

Dalla redazione di StarterLegal Aggiornato 1 settembre 2026 9 min di lettura
Modulo lettera di dimissioni: guida alla compilazione e fac simile editabile

Il modulo lettera di dimissioni è il documento con cui un dipendente manifesta la volontà di recedere unilateralmente dal contratto di lavoro. Con questo atto si chiude formalmente il rapporto con il datore di lavoro.
Quasi tutte le ipotesi, dal 2016 in poi, impongono l’invio esclusivo in via telematica tramite il portale Cliclavoro, secondo quanto disposto dal Jobs Act (in particolare l’art. 26 del D.Lgs. 151/2015). Questa guida descrive le diverse tipologie di recesso, i campi obbligatori, la procedura online, gli sbagli più frequenti e offre un fac simile editabile ispirato a una situazione concreta.

Cos’è la lettera di dimissioni

La dichiarazione di dimissioni è l’atto formale con cui il lavoratore subordinato esercita il recesso unilaterale: può cioè sciogliere il rapporto senza dover ottenere il consenso del datore di lavoro.
Si differenzia nettamente dal licenziamento, che è un atto datoriale e deve fondarsi su una giusta causa o un giustificato motivo.

Perché oggi serve la procedura telematica

Dal 12 marzo 2016, in attuazione del Jobs Act, le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto devono essere comunicate esclusivamente con modalità telematica attraverso l’apposita piattaforma ministeriale (Cliclavoro). La scelta del legislatore punta a tre obiettivi: dare data certa alla comunicazione, eliminare il fenomeno delle dimissioni in bianco (fogli firmati in anticipo e usati a sorpresa dal datore) e consentire il monitoraggio della Direzione Territoriale del Lavoro.

Eccezioni in cui è ammessa la forma cartacea

Solo in pochissimi casi tassativi la legge permette di presentare una lettera cartacea con firma autografa:

  • lavoro domestico;
  • dimissioni rese in sede protetta (Ispettorato territoriale del lavoro, sedi sindacali) dalla lavoratrice in gravidanza o durante i primi tre anni del bambino;
  • periodo di prova.

In tutte le altre situazioni, un foglio consegnato a mano o inviato via e‑mail non produce alcun effetto giuridico: il rapporto prosegue come se nulla fosse accaduto.

Tipologie di dimissioni: volontarie, per giusta causa e differenze

Non tutte le ipotesi di recesso sono uguali. A seconda della causa e del momento cambiano gli obblighi di preavviso e il diritto all’indennità di disoccupazione (NASpI). La tabella seguente riepiloga le principali casistiche.

Tipo di dimissioni Definizione Preavviso Effetti sulla NASpI
Dimissioni volontarie con preavviso Comunicazione standard, senza obbligo di motivazione Previsto dal CCNL Di norma non dà diritto alla NASpI
Dimissioni volontarie senza preavviso Il lavoratore cessa subito, versando l’indennità sostitutiva Non effettuato, ma indennizzato Di norma non dà diritto alla NASpI
Dimissioni per giusta causa Recesso dovuto a un grave inadempimento del datore (mancato pagamento stipendi, mobbing, demansionamento, trasferimento illegittimo) Non dovuto Dà diritto alla NASpI
Dimissioni durante il periodo di prova Libero recesso di entrambe le parti Non dovuto Non dà diritto alla NASpI
Dimissioni in gravidanza (fino a 3 anni del bambino) Necessaria convalida dell’Ispettorato territoriale del lavoro Non dovuto Dà diritto alla NASpI, se convalidate

Come distinguere le dimissioni per giusta causa

Le dimissioni per giusta causa meritano un’attenzione particolare. Il lavoratore deve indicare sinteticamente la ragione – ad esempio “omesso pagamento di tre mensilità” – e, se il datore contesta, la giusta causa potrà essere accertata in sede sindacale o giudiziale.
Poiché questo tipo di recesso libera dal preavviso e dà accesso alla NASpI, è essenziale documentare tempestivamente i fatti (lettere di sollecito, buste paga mancanti, testimonianze).

Dimissioni della lavoratrice in gravidanza: la procedura protetta

La lavoratrice che si dimette durante la gestazione o entro i primi tre anni del bambino deve presentare la comunicazione di persona presso la Direzione Territoriale del Lavoro o in una sede sindacale; in quella sede chiede la convalida delle dimissioni. Senza convalida l’atto è inefficace. Una volta convalidato, il recesso dà diritto alla NASpI – sempre che siano soddisfatti i requisiti contributivi e lo stato di disoccupazione. La procedura si svolge interamente in sede protetta, non on line.

Elementi obbligatori della lettera di dimissioni: campi necessari e opzionali

Perché la dichiarazione di recesso sia valida, devono comparire alcuni elementi essenziali. La tabella che segue distingue i campi obbligatori da quelli facoltativi, utile sia per le rare ipotesi cartacee sia per preparare una bozza prima di accedere al servizio telematico.

Campi obbligatori Campi opzionali
Data e luogo di redazione Motivazione delle dimissioni (se non per giusta causa)
Dati anagrafici completi del lavoratore (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo) Ringraziamenti o espressioni di cortesia
Dati del datore di lavoro (ragione sociale, sede) Richiesta di smaltimento ferie residue
Oggetto: “dimissioni volontarie” oppure “dimissioni per giusta causa” Disponibilità per il passaggio di consegne
Dichiarazione chiara di volontà di recedere dal contratto Richiesta di anticipazione del TFR
Data di decorrenza (ultimo giorno di lavoro)
Firma autografa (solo per i moduli cartacei ammessi)

L’elemento che blocca tutto: la data di decorrenza

La data di decorrenza è l’indicazione più spesso dimenticata. Senza di essa non si può stabilire il momento esatto della cessazione del rapporto, né calcolare il periodo di preavviso. Nel modulo telematico su Cliclavoro la data di decorrenza è un campo obbligatorio: il sistema non permette di proseguire senza averla inserita.
Nella procedura online la firma autografa è sostituita dall’autenticazione con SPID o CIE (o CNS), che conferisce piena validità giuridica all’invio.

Procedura telematica per le dimissioni: dal portale Cliclavoro all’invio

L’iter digitale è l’unico canale ammesso per la stragrande maggioranza dei rapporti di lavoro subordinato. Ecco i passaggi operativi.

Passo dopo passo: come inviare le dimissioni on line

  1. Autenticarsi su Cliclavoro.gov.it con SPID, CIE o CNS.
  2. Selezionare la funzione “Dimissioni volontarie”.
  3. Il sistema mostra un modulo precompilato con i dati anagrafici del lavoratore e il rapporto di lavoro attivo, tratti dalle comunicazioni obbligatorie (Unilav).
  4. Inserire la data di decorrenza (giorno in cui termina il rapporto) ed eventualmente una breve nota.
  5. Confermare e inviare. Subito dopo viene generata una ricevuta di avvenuta trasmissione.

La comunicazione è inviata in automatico anche al datore di lavoro e alla Direzione Territoriale del Lavoro competente. Il datore non può opporsi: il rapporto si risolve alla scadenza indicata.

Revoca: puoi ripensarci entro 7 giorni

La legge riconosce al lavoratore il diritto di revocare le dimissioni entro sette giorni dall’invio, sempre attraverso la stessa procedura online. Trascorsi i sette giorni senza revoca, le dimissioni diventano definitive.
È l’unico strumento per annullare la propria dichiarazione; scaduto il termine, un eventuale rientro richiede un nuovo accordo tra le parti.

Attenzione: le dimissioni comunicate in forma cartacea, via e‑mail o verbalmente, al di fuori delle eccezioni tassative, sono radicalmente nulle. Il rapporto prosegue e il datore non può considerare il dipendente dimissionario.

Esempio di modulo lettera di dimissioni compilata: caso realistico

Il fac simile che segue mostra un modulo di dimissioni volontarie con preavviso. La situazione di riferimento è quella di Marco Bianchi, impiegato tecnico presso la Rossi S.p.A. di Torino, che comunica il recesso con decorrenza 1° giugno 2026, rispettando i 15 giorni di preavviso previsti dal CCNL di categoria.

Torino, 30 maggio 2026

Spett.le
Rossi S.p.A.
Via Roma 10 – 10100 Torino

Oggetto: dimissioni volontarie

Il sottoscritto Marco Bianchi, nato a Torino il 12 marzo 1990, codice fiscale BNCMRC90C12L219F, residente in Via Po 5 – 10100 Torino, impiegato tecnico presso la vostra società, con la presente comunica la propria volontà di recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato in essere, con decorrenza dal 1° giugno 2026.

Le dimissioni sono rassegnate nel rispetto del preavviso di 15 giorni, come previsto dal CCNL di categoria. Resto a disposizione per il passaggio di consegne.

Ringraziando per l’opportunità professionale, porgo distinti saluti.

Marco Bianchi
(firma)

Come adattare il modello al tuo contratto

Per personalizzare questo schema sostituisci i dati anagrafici, la ragione sociale del datore, la data di decorrenza e, se necessario, il periodo di preavviso indicato nel tuo CCNL. Il contenuto generato dalla procedura telematica su Cliclavoro ricalca la stessa struttura, compilando in automatico i campi anagrafici già presenti nelle comunicazioni obbligatorie.

Quali errori evitare quando si presenta il modulo lettera di dimissioni?

Anche se la dichiarazione sembra semplice, alcuni sbagli ricorrenti possono invalidare l’atto o generare contenziosi. Ecco i più frequenti.

  • Omettere la data di decorrenza. Senza questo elemento il datore può contestare le dimissioni e il lavoratore rischia di dover corrispondere l’indennità di mancato preavviso.
  • Usare canali non ammessi. Inviare la comunicazione solo via e‑mail, WhatsApp o con messaggi informali equivale a non averla mai presentata. Al di fuori delle eccezioni di legge, solo la procedura telematica su Cliclavoro produce effetti.
  • Dimenticare la firma nei casi cartacei. Quando è consentito il modulo cartaceo (lavoro domestico, dimissioni in sede protetta), l’assenza della firma autografa rende il documento inefficace.
  • Confondere dimissioni e licenziamento. Se il lavoratore intende impugnare un provvedimento datoriale, deve agire in giudizio, non rassegnare dimissioni volontarie. Queste ultime fanno perdere la NASpI e le tutele contro i licenziamenti illegittimi.
  • Ignorare il termine di revoca. Una volta inviata telematicamente la comunicazione, il periodo di sette giorni per ripensarci è perentorio. Scaduto, nessun ripensamento unilaterale è possibile.

Domande frequenti sul modulo lettera di dimissioni

Dove scaricare il modulo dimissioni?

Non serve più scaricare un modello cartaceo. Le dimissioni vanno presentate con la procedura telematica su Cliclavoro.gov.it. Per le eccezioni previste dalla legge (lavoro domestico, dimissioni protette in gravidanza) si può usare il format ministeriale oppure il fac simile editabile proposto in questa guida, da compilare con i propri dati e consegnare personalmente all’Ispettorato o in sede sindacale.

Come scrivere una lettera di dimissioni semplice?

Bastano i dati completi di lavoratore e datore di lavoro, l’oggetto “dimissioni volontarie”, la data di decorrenza e la firma (se cartacea). La motivazione non è richiesta, salvo che si tratti di dimissioni per giusta causa. L’esempio realistico contenuto in questa guida può essere adattato a qualsiasi situazione.

Dove trovo un modello di lettera di dimissioni?

Un fac simile editabile in formato PDF e Word è disponibile nella sezione precedente. Inoltre, la procedura online di Cliclavoro genera automaticamente un modello compilato con i dati già registrati, rendendo superflua la ricerca di moduli cartacei per la generalità dei lavoratori.

Cosa succede in caso di dimissioni in gravidanza?

Le dimissioni presentate dalla lavoratrice durante la gravidanza e fino al compimento dei tre anni del bambino devono essere convalidate dall’Ispettorato territoriale del lavoro; senza convalida sono inefficaci. Non è previsto alcun preavviso e, una volta convalidate, danno diritto alla NASpI se sussistono i requisiti. La procedura va effettuata di persona in sede protetta, non on line.

Qual è il periodo di preavviso per le dimissioni?

La durata del preavviso non è fissata dalla legge ma dal CCNL applicato al rapporto. In genere si va da 7–15 giorni per gli operai a 1–2 mesi per gli impiegati, fino a diversi mesi per i dirigenti. Se il lavoratore non vuole rispettare il preavviso, versa al datore un’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato.

Quali diritti si hanno con le dimissioni per giusta causa?

Chi presenta dimissioni per giusta causa non deve rispettare il preavviso e ha diritto alla NASpI, sempre che siano soddisfatti i requisiti contributivi e lo stato di disoccupazione. La giusta causa deve consistere in un inadempimento talmente grave da impedire la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto (ad esempio mancato pagamento reiterato dello stipendio, mobbing, demansionamento unilaterale). È opportuno documentare i fatti e, in caso di contestazione, far accertare la giusta causa in sede sindacale o giudiziale.

Questa guida è un'informazione generale, non una consulenza legale. Le leggi variano da luogo a luogo e cambiano nel tempo — per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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