Quietanza di pagamento: fac simile e modello editabile

Guida completa alla quietanza di pagamento: definizione, quando si usa, differenze con la ricevuta, contenuto obbligatorio, guida alla compilazione, errori comuni, FAQ e fac simile editabile in Word e PDF.

Dalla redazione di StarterLegal Aggiornato 2 settembre 2026 9 min di lettura
Quietanza di pagamento: fac simile e modello editabile

La quietanza di pagamento è il documento con cui il creditore dichiara per iscritto di aver ricevuto l’importo dovuto e libera il debitore dall’obbligazione corrispondente. In questa guida trovi cosa la rende valida, quando conviene ottenerla, come si differenzia da ricevute e quietanze liberatorie e quali errori evitare. Alla fine puoi scaricare un quietanza di pagamento fac simile aggiornato al 2026, pronto per la compilazione.

Definizione e funzione della quietanza

La quietanza è un atto unilaterale ricognitivo: una dichiarazione del creditore che riconosce di aver ricevuto una somma dal debitore. L’effetto principale è liberatorio: una volta firmata, il debitore è svincolato per l’importo indicato. Non si tratta di un promemoria, ma di un documento con efficacia probatoria, cioè capace di dimostrare in giudizio l’avvenuto pagamento.

Nella pratica la quietanza viene spesso confusa con la ricevuta fiscale. La ricevuta ha natura contabile e serve a documentare un’operazione ai fini IVA; la quietanza attesta l’adempimento e vale tra le parti, anche in assenza di obblighi tributari. Se paghi un artigiano in contanti e non ricevi uno scontrino, ottenere una quietanza firmata diventa l’unico modo per precostituire una prova scritta del pagamento. La regola pratica è: ogni volta che manca una traccia bancaria o un documento fiscale, chiedi subito una quietanza, evitando di affidarti alla sola memoria.

Quando serve una quietanza (e perché conviene richiederla)

Ogni volta che occorre provare per iscritto l’esecuzione di un pagamento, la quietanza si rivela lo strumento adatto. I casi tipici sono:

  • pagamenti tra privati che non transitano da registratori di cassa;
  • acconti e saldi di fatture quando serve un riscontro diverso dalla sola fattura;
  • versamenti occasionali, come la compravendita di un’auto usata tra privati;
  • prestazioni professionali occasionali non soggette a fattura elettronica obbligatoria.

Nei contratti di locazione, l’inquilino che paga il canone può chiedere al locatore una quietanza per ogni mensilità. Così si tutela da contestazioni sulla regolarità dei versamenti. Anche quando il pagamento avviene tramite bonifico o assegno, una quietanza cartacea che specifica il motivo del versamento (per esempio “canone febbraio 2026”) integra la tracciabilità bancaria e impedisce che il creditore imputi la somma a un debito diverso.

La legge non impone al creditore l’obbligo di rilasciare la quietanza. Tuttavia, chi paga ha il diritto di ottenerla: se il creditore si rifiuta, il debitore può sospendere il pagamento o agire per ottenere l’accertamento del proprio adempimento. Conservare ogni quietanza per almeno dieci anni (termine ordinario di prescrizione) è una forma di tutela preventiva di grande efficacia.

Qual è la differenza tra quietanza, ricevuta e quietanza liberatoria?

La tabella che segue mette a confronto i tre documenti, spesso sovrapposti erroneamente.

Caratteristica Quietanza semplice Ricevuta fiscale Quietanza liberatoria
Natura Atto unilaterale del creditore Documento contabile obbligatorio per commercianti/professionisti Atto unilaterale del creditore
Obbligatorietà Nessun obbligo legale; diritto del debitore Obbligatoria per operazioni imponibili IVA (salvo esoneri) Facoltativa
Effetto Attesta il pagamento e libera il debitore per l’importo ricevuto Certifica l’operazione ai fini IVA e consente la detrazione Dichiara che il creditore non ha più nulla a pretendere, estinguendo ogni obbligazione residua
Contenuto tipico Data, importo, causale, firma del creditore Estremi del cedente/prestatore, numero progressivo, aliquota IVA, corrispettivo Stessi elementi della quietanza semplice più una dichiarazione espressa di integrale soddisfacimento

La quietanza semplice attesta il pagamento ma non chiude necessariamente il rapporto: il debitore potrebbe dover ancora saldare somme residue. La quietanza liberatoria contiene invece una formula come «a saldo e stralcio» oppure «non ho più nulla a pretendere», con cui il creditore rinuncia a qualsiasi ulteriore pretesa. Se servono garanzie massime, è quella da richiedere. La ricevuta fiscale, pur riportando la cifra incassata, ha una funzione prettamente tributaria e da sola non sostituisce una quietanza come prova tra privati.

Un errore comune è credere che la fattura quietanzata (cioè la fattura con la dicitura “pagato” e la firma del creditore) valga automaticamente come quietanza liberatoria: in realtà occorre verificare se la formula usata esprime una rinuncia totale ai residui crediti.

Elementi essenziali e facoltativi

Campi obbligatori

Per avere pieno valore probatorio, la quietanza deve contenere almeno:

  • data e luogo di emissione;
  • nome, cognome e firma autografa del creditore (o del suo rappresentante);
  • importo in cifre e in lettere;
  • causale dettagliata del pagamento;
  • identificazione del debitore (nome, cognome o ragione sociale).

Campi opzionali (consigliati)

Inserire anche:

  • numero della fattura o riferimento contrattuale;
  • modalità di pagamento (contanti, bonifico, assegno);
  • codice fiscale di entrambe le parti;
  • eventuale marca da bollo (se dovuta);
  • clausole aggiuntive (rinuncia a eccezioni, “a saldo e stralcio”).

Imposta di bollo: quando scatta

Ai sensi dell’articolo 1199 del codice civile e della normativa sull’imposta di bollo, per gli importi superiori a 77,47 euro è obbligatoria una marca da bollo da 2 euro sull’originale, tranne quando il documento è già assoggettato a IVA (come una fattura quietanzata). La marca si applica sull’esemplare originale e si annulla con la data. La copia per il debitore non richiede marca. Dimenticare l’annullamento o la marca può comportare sanzioni amministrative, pur non invalidando la quietanza.

La giurisprudenza ritiene che l’assenza di uno degli elementi obbligatori (per esempio una firma illeggibile senza nome stampato) non renda la quietanza inesistente, ma ne indebolisca l’efficacia probatoria, rendendo più difficile per il debitore dimostrare il pagamento. Perciò conviene non omettere nulla.

Soggetti legittimati a firmare la quietanza

La quietanza va firmata esclusivamente dal creditore o da un suo rappresentante munito di delega. Mai il debitore può compilare e firmare da solo il documento: un simile atto unilaterale non libera e non prova nulla.

Nelle situazioni di delegazione di pagamento — quando il debitore versa la somma a un terzo indicato dal creditore — la quietanza deve uscire dal creditore originario oppure, se autorizzato, dal delegatario che dichiari di ricevere per conto del creditore. Anche un professionista delegato alla riscossione (avvocato, commercialista) può emettere la quietanza, purché la procura sia esibita o richiamata nel testo.

Checklist di verifica

  • La persona che firma è il creditore o un delegato?
  • Il nome è scritto in stampatello sotto la firma?
  • Se delegato, viene citata la procura?

Guida passo passo alla compilazione

1. Intestazione: luogo e data

In alto, a sinistra o al centro, scrivi «Milano, 15 febbraio 2026» (data di effettivo incasso). La data fissa il momento del pagamento e fa decorrere eventuali termini di prescrizione.

2. Dichiarazione liberatoria

Usa una formula come: «Io sottoscritto [Nome e Cognome del creditore], dichiaro di ricevere dal Sig./Sig.ra [Nome e Cognome del debitore] la somma di € [importo in cifre] (euro [importo in lettere])». L’importo in lettere evita contestazioni su alterazioni successive.

3. Indicazione del debitore

Specifica nome, cognome, codice fiscale (se rilevante) e, per le persone giuridiche, la ragione sociale completa.

4. Causale

Descrivi il motivo del pagamento in modo puntuale: «a saldo fattura n. 88 del 1° marzo 2026», oppure «acconto sul contratto di locazione del 10/01/2026» o «rata mensile canone febbraio 2026». Una causale troppo generica, come “per debito pregresso”, non consente di ricondurre il pagamento a un’obbligazione precisa e perde gran parte della sua utilità.

5. Modalità di pagamento

Specificare se il pagamento è avvenuto in contanti, tramite bonifico (con codice CRO o TRN) o assegno (con numero e banca trattaria) agevola la riconciliazione contabile e la tracciabilità. Se si tratta di bonifico, basta una breve annotazione: “Bonifico del 14/02/2026, CRO 12345678”.

6. Firma e marca da bollo

Il creditore appone la propria firma autografa in calce, meglio se seguita dal nome in stampatello. Se l’importo supera 77,47 euro e non c’è IVA, applica la marca da bollo da 2 euro sull’originale e annullala con la data.

7. Verifica e conservazione

Entrambe le parti controllano i dati e conservano copia del documento per almeno dieci anni. È buona prassi non lasciare spazi bianchi che potrebbero essere riempiti in seguito. Chi riceve la quietanza dovrebbe scannerizzarla subito e archiviarla insieme ai documenti contrattuali.

Esempio concreto (da scaricare e adattare)

Un professionista riceve un bonifico di 500 euro a saldo della fattura. La quietanza rilasciata potrebbe essere:

«Milano, 2 aprile 2026. Io sottoscritto [Nome creditore], codice fiscale … , dichiaro di ricevere da [Nome debitore] la somma di € 500,00 (euro cinquecento/00) a saldo della fattura n. 12 del 28 marzo 2026. Pagamento effettuato tramite bonifico bancario. Firma … »

Così il debitore ottiene una prova chiara del saldo e del collegamento alla fattura.

Se il pagamento fosse stato in contanti, la quietanza cartacea diventerebbe l’unica prova, da custodire con attenzione. In ogni caso, la quietanza con firma digitale (PAdES o CAdES) ha lo stesso valore legale di quella cartacea e può essere conservata elettronicamente, semplificando l’archiviazione.

Errori comuni nella redazione e come evitarli

  • Data mancante o errata: senza data, la quietanza non prova “quando” è avvenuto il pagamento, pregiudicando il calcolo della prescrizione.
  • Importo scritto solo in cifre: basta un ritocco per alterare la somma. L’importo in lettere è un presidio minimo di sicurezza.
  • Firma illeggibile e senza nominativo: scrivere sempre il nome a stampatello sotto la firma, per ricondurre la dichiarazione a una persona certa.
  • Causale generica: “per debito pregresso” non identifica l’obbligazione; indicare sempre il numero di fattura, il contratto o il periodo di riferimento.
  • Dimenticare la marca da bollo sopra 77,47 euro: l’omissione non invalida la quietanza ma può costare una sanzione. Controllare sempre la soglia.
  • Conservazione insufficiente: smarrire la copia lascia il debitore senza prova. Digitalizzare subito e backup multipli.
  • Utilizzare la quietanza come “ricevuta di cortesia” senza informare il creditore: la quietanza non si improvvisa; va compilata con attenzione perché ha effetti giuridici.

Prima di firmare, verifica che l’importo in lettere corrisponda esattamente a quanto pattuito e che tutti i riferimenti siano corretti.

Scarica il fac simile (modello editabile)

Un modello di quietanza di pagamento in formato Word e PDF, aggiornato al 2026 e predisposto con i campi obbligatori e opzionali, è disponibile per il download. Consente di inserire rapidamente i dati, scegliere eventuali clausole liberatorie e gestire l’imposta di bollo dove richiesta. Il fac simile è conforme ai requisiti di legge e agevola una compilazione senza dimenticanze.


FAQ

Come scrivere una quietanza di pagamento?
Si compila con data e luogo, la dichiarazione del creditore di aver ricevuto la somma, l’importo in cifre e in lettere, una causale dettagliata, il nominativo del debitore, la modalità di pagamento e la firma autografa del creditore. Un modello preimpostato aiuta a non tralasciare nessun elemento essenziale.

Che differenza c’è tra quietanza e ricevuta di pagamento?
La quietanza è un atto unilaterale del creditore che attesta l’avvenuto pagamento con effetto liberatorio, mentre la ricevuta fiscale è un documento contabile obbligatorio per i soggetti IVA. La quietanza ha un valore probatorio più forte nei rapporti tra privati e non sostituisce la fattura o lo scontrino.

Qual è il testo di una quietanza di pagamento?
Un esempio standard: «Io sottoscritto [creditore], ricevo da [debitore] la somma di € [importo] (euro [importo in lettere]), a saldo della fattura n. [numero] del [data]. Luogo, data, firma». Il fac simile editabile integra tutte le formule necessarie.

Chi rilascia la quietanza di pagamento?
La quietanza viene rilasciata esclusivamente dal creditore o da un suo rappresentante autorizzato. Il debitore non può compilarla né firmarla di propria iniziativa.

La quietanza di pagamento è obbligatoria?
No, non è obbligatoria per legge. Tuttavia, chiedere e conservare una prova scritta del pagamento è fortemente consigliato, soprattutto nei rapporti tra privati o in assenza di documenti contabili.

Bisogna applicare la marca da bollo sulla quietanza?
Se l’importo del pagamento supera 77,47 euro e la quietanza non è una fattura o un documento già assoggettato a IVA, è obbligatoria una marca da bollo da 2 euro sull’originale. La marca si annulla con la data.

Questa guida è un'informazione generale, non una consulenza legale. Le leggi variano da luogo a luogo e cambiano nel tempo — per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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